VAT number Europeo: cos’è e come se ne verifica la correttezza

In cosa consiste il VAT number? Quando viene richiesto e da chi viene rilasciato? Quando si parla di VAT number ci si riferisce alla partita Iva europea: al codice univoco che viene rilasciato ad imprese e professionisti che operano all’interno dell’Ue

In altre parole è la normale partita Iva, ma che può essere utilizzata oltre i confini del nostro paese nel momento in cui vengono effettuati degli scambi di beni o servizi con l’estero, indipendentemente che siano dei paesi membri dell’Unione europea o extra Ue. Grazie ad un servizio messo a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate è possibile verificare online se il VAT number sia corretto e se è possibile utilizzarlo per effettuare delle operazioni.

Ma entriamo un po’ più nel dettaglio e scopriamo quando e come una normale partita Iva possa essere utilizzata per effettuare delle operazioni da e verso l’estero.

VAT number: di cosa stiamo parlando

Il VAT number, sostanzialmente, corrisponde alla partita Iva. È, in estrema sintesi, un codice univoco che viene assegnato ai professionisti e alle imprese che operano nei paesi dell’Unione europea. Generalmente nel momento in cui si parla di VAT ci si riferisce a quel numero univoco che serve ad identificare un soggetto passivo – ossia un’impresa – o una persona giuridica non imponibile che viene registrata ai fini VAT (Value Added Tax).

Un’impresa è obbligata ad ottenere un VAT number nel momento che deve effettuare:

delle cessioni di servizi o beni che risultino essere soggetti ad IVA;
effettui l’acquisto di beni o servizi all’interno dell’Unione europea.

Ogni singolo paese membro dell’Unione europea provvede a rilasciare il proprio VAT identification number, ossia il proprio numero di partita Iva nazionale. Questo significa che ogni singola impresa o professionista, nei diversi paesi che fanno parte dell’Ue, sono tenute ad ottenere un numero di partita Iva in ognuno di questi paesi.

I numeri di identificazione IVA devono obbligatoriamente iniziare con il codice del Paese interessato (ISO 3166-1), che nel caso dell’Italia è IT. Segue un blocco di caratteri o cifre e deve essere indicato all’interno dei documenti fiscali: a questa regola fanno eccezione le fatture semplificate, che devono essere emesse all’interno di alcuni paesi dell’Unione europea.

Attenzione, però, a non confondere la VAT con il VAT number, che a volte può essere chiamato VAT identification number. Quest’ultimo, infatti, rappresenta uno strumento elettronico – anzi sarebbe più corretto affermare un protocollo – che serve ad identificare la partita Iva delle imprese e dei lavoratori autonomi che operano all’interno dell’Unione europea ai fini IVA

Il VAT number, sostanzialmente, serve a tutti gli operatori che, per una ragione o l’altra, si ritrovino nella necessità di effettuare delle operazioni intracomunitarie. Ogni singolo paese provvede a trasmettere agli altri i numeri di partita Iva e i dati delle aziende che sono state registrate. In Italia l’onere di assolvere a questo compito è in capo all’Agenzia delle Entrate. Sul VIES, in questo modo, vengono resi disponibili i dati delle imprese che operano a livello europeo. È possibile, quindi, verificare in qualsiasi momento la correttezza dei dati e l’autorizzazione ad effettuare delle operazioni a livello europeo.

Quale utilità ha il VAT number

A questo punto una domanda è sicuramente lecita: a cosa serve il VAT number? Attraverso questo strumento le amministrazioni dei singoli paesi hanno la possibilità di controllare costantemente gli scambi che vengono effettuati.

Ma non solo. Proprio grazie all’identificativo VAT i singoli operatori hanno la possibilità di verificare che i soggetti verso i quali cedono un bene o un servizio o dai quali li acquistino abbiano fornito dei dati validi. Sottolineiamo, infatti, che il servizio di verifica risulta essere gratuito. È possibile accedervi attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate, dal quale è possibile scoprire l’anno di adesione all’Unione europea e la moneta corrente.

Come deve essere registrato il VAT number

Nel momento in cui le aziende operano all’interno dell’Unione europea sono obbligate a far registrare e a comunicare, all’interno del sistema centrale, tutti i propri dati fiscali. Nel nostro paese se ne occupa l’Agenzia delle Entrate.

In sistema di registrazione è sostanzialmente molto semplice. L’Agenzia delle Entrate provvede a fornire al sistema elettronico di scambio dati sull’IVA – che è conosciuto come VIES – il numero di partita Iva ed i dati delle imprese che sono registrate in Italia. Una prassi simile avviene negli altri paesi, dove ad occuparsi della comunicazione dei dati sono gli uffici tributari.

Sostanzialmente, quindi, sono direttamente le pubbliche amministrazioni a registrare e ad inviare tutti i dati dei soggetti interessati al VIES. Il sistema, a questo punto, conterrà i dati disponibili di tutti gli operatori commerciali che dispongono di una partita Iva. Il sistema è in vigore dal 1993.

Come si verifica il VAT number

La prima informazione necessaria per poter verificare una partita Iva estera è sapere se appartiene ad un paese dell’Unione europea o extra Ue. Per i paesi dell’Unione europea e dell’Irlanda del Nord è stato istituito un archivio comune, che è stato battezzato VIES. Può essere consultato direttamente online e raccoglie tutte le partite Iva dell’attività che si esercitano nei paesi membri.

Il discorso cambia nel caso in cui la partita Iva sia di una paese extra UE: non esiste, infatti, un archivio unico che sia possibile consultare.

Tra i servizi che è possibile utilizzare vi è anche vat-search.co.uk, il quale permette di controllare la partita Iva di diversi operatori che provengono, ad esempio, dalla Svizzera, dal Regno Unito e dall’Australia, solo per citarne alcuni.

In conclusione

Sostanzialmente il VAT number è un codice univoco identificativo il cui scopo è quello di effettuare delle operazioni di acquisto o vendita di servizi o beni con l’estero. Corrisponde con la partita Iva dell’operatore.

Il sistema è stato introdotto nel corsod el 1993 ed è a tutt’oggi in vigore. Permette alle varie amministrazioni tributarie di effettuare gli opportuni controlli sulle compravendite effettuate oltre frontiera.

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