Tutte le spese sostenute per i figli che si possono detrarre anche nel 2024

È possibile detrarre le spese sostenute per i figli dalla dichiarazione dei redditi? Come devono essere gestiti correttamente questi costi per poter beneficiare delle varie agevolazioni fiscali? Cosa cambia per i genitori separati? Iniziamo con il rispondere di sì: sì è possibile detrarre dalla dichiarazione dei redditi molte delle spese che vengono sostenute per i figli. Dato che in questo periodo si devono effettuare le iscrizioni all’asilo nido, in palestra o a scuola (a seconda dei casi) è bene iniziare fin da subito a gestire correttamente tutte le pratiche. Sono due i suggerimenti che vorremmo dare ora come ora per prepararsi al Modello 730 da inviare il prossimo anno:

effettuare tutti i pagamenti con dei mezzi di pagamento tracciabile: carta di credito, bancomat o bonifico. È bene archiviare tutta la documentazione, in modo da averla sotto mano quando servirà;
archiviare e custodire con la massima cura le eventuali fatture, ricevute e quant’altro abbia un valore fiscale.

Ma adesso andiamo a vedere quali sono le spese sostenute per i figli che possono essere detratte dalle tasse.

Le spese di istruzione per i figli

Tra le spese che i genitori sostengono per i figli, degne di nota sono quelle relative all’istruzione. Ma vediamo quelle che rientrano in questo elenco.

Per ogni figlio che studia è possibile detrarre al massimo 800 euro. Rientrano tra i costi che possono essere portati in detrazione nella dichiarazione dei redditi:

tassa di iscrizione alla scuola;
spese relative alla mensa scolastica: è possibile portarla detrazione anche quando il servizio viene fornito direttamente dal Comune o da un qualsiasi altro soggetto;
eventuali servizi di pre e post-scuola;
gite e qualsiasi altra attività che possa servire ad ampliare l’offerta formativa, come possono essere i corsi di teatro o di lingue.

Non rientrano tra le spese detraibili quelle che vengono sostenute per lo scuolabus, per i testi della scuola secondaria o per la cancelleria.

Asilo nido

Anche i genitori che figli più piccoli possono portare in detrazioni i costi che sostengono per fargli frequentare l’asilo nido, poco importa se sia pubblico o privato. Detraibili anche le sezioni primavera.

Possono essere portate in detrazione le spese per le rette fino al 19% per un costo massimo di 632 euro per ogni figlio.

Istruzione universitaria

I genitori hanno la possibilità di portare in detrazione anche le spese universitarie per la frequenza di:

corsi di laurea presso università statali e private;
corsi di perfezionamento e/o specializzazione universitaria, che vengano tenuti presso università o istituti universitari pubblici o privati, anche all’estero.

In questo caso è possibile detrarre fino al 19% sull’intera spesa nel caso in cui l’università frequentata sia statale. Quanti, invece, hanno optato per istituto privato, l’importo che viene portato in detrazione non deve essere superiore rispetto a quello che viene stabilito dal Ministero dell’istruzione per ogni facoltà universitaria.

Diagnosi di disturbo specifico (DSA)

I genitori hanno la possibilità di accedere ad una detrazione del 19% per le spese che sono sostenute a favore di figli – sia quelli minorenni che quelli maggiorenni fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado – a cui sia stato diagnosticato un disturbo specifico (DSA), per i quali è necessario acquistare degli strumenti compensativi e dei sussidi tecnici e informatici che risultano essere indispensabili per l’apprendimento.

La detrazione può essere richiesta anche per l’acquisto di strumenti compensativi che possano favorire la comunicazione verbale e che, soprattutto, possano assicurare un ritmo graduale di apprendimento delle lingue straniere.

Spese per le attività sportive

Per quanto riguarda le spese sportive sostenute per i figli, con un’età compresa tra i 5 ed i 18 anni, la detrazione risulta essere pari al 19%, per un importo massimo di 210 euro annui. Le spese sostenute devono essere relative all’iscrizione annuale e all’abbonamento a:

associazioni sportive;
palestre;
piscine;
strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica.

Spese sanitarie

Anche per le spese sanitarie sostenute per un figlio si ha diritto ad accedere ad una detrazione del 19%. I costi per i quali è possibile ottenere l’agevolazione tributaria sono quelle generiche, chirurgiche, farmaceutiche e via discorrendo.

In questo caso è necessario tenere conto che c’è una franchigia pari a 129,11 euro.

I figli a carico

La normativa non fa distinzioni tra i figli nati all’interno di un matrimonio o quelli nati da genitori che non sono legalmente sposati. Questo significa che sono a carico i figli:

naturali;
riconosciuti;
adottivi;
affidati.

Nel caso in cui abbiano un’età inferiore a 24 anni sono a carico quando hanno un reddito lordo fino a 4.000 euro. Nel momento in cui superano i ventiquattro anni, il reddito scende a 2.849 euro.

Attualmente la detrazione di base per i figli a carico è pari a:

1.220 euro, per il figlio di età inferiore a tre anni;
950 euro, se il figlio ha un’età pari o superiore a tre anni.

Se in famiglia ci sono più di tre figli a carico, questi importi aumentano di 200 euro per ciascun figlio, a partire dal primo.

Genitori separati

Nel caso in cui i genitori sono legalmente separati, la detrazione può essere divisa in parti uguali. Può essere assegnata all’ex coniuge con il reddito più alto: questa possibilità, però, si viene a verificare solo e soltanto a seguito di accordo specifico tra i due ex coniugi.

Quando invece i genitori sono effettivamente divorziati – o quando c’è stato l’annullamento o lo scioglimento del matrimonio – la detrazione spetta al genitore a cui viene affidato il figlio, sempre che gli stessi non prendano accordi di tipo diverso.

In caso di affido condiviso, la detrazione sarà divisa al 50% tra i due ex coniugi, sempre che non vengano presi degli accordi diversi.

I documenti da conservare

Per poter accedere alle detrazioni è importante ricordarsi di conservare tutte le ricevute di pagamento, anche quelle dei bonifici, oltre ad eventuali quietanze o attestazioni che vengono rilasciate dagli istituti o dai vari enti, con le quali venga attestato l’effettività del pagamento e la tipologia dello stesso.

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