Tax day il 30 novembre: 68 tasse da pagare al Fisco

Il 30 novembre 2023 costituisce a tutti gli effetti un vero e proprio tax day, un giorno nel quale si concentrano qualcosa come 68 scadenze fiscali. Un calendario davvero folto e che prende in considerazione unicamente gli obblighi erariali che sono in capo a professionisti e contribuenti.

Tra le scadenze fiscali previste per il 30 novembre troviamo anche la cessione dei bonus edilizi e la trasmissione del Modello Redditi, adempimento che vede coinvolti sia i contribuenti privati che le aziende. Ma vediamo quali sono gli appuntamenti più importanti previsti per la giornata del 30 novembre 2023.

Scadenze fiscali: i modelli redditi

Un tax day realmente fitto quello del 30 novembre, nel quale si vanno ad incrociare delle scadenze ordinarie con quelle straordinarie. Sicuramente tra quelle da tenere a mente ci sono l’assegnazione agevolata dei beni ai soci, operazione per la quale è necessario versare l’8% per poter cedere i beni intestati alla società che non vengono più impiegati. Attraverso il Decreto Proroghe questo appuntamento è stato fatto slittare dal 30 settembre al 30 novembre.

Ad arricchire il tax day c’è poi l’obbligo di inviare i seguenti modelli:

Reddito PF (persone fisiche);
Redditi SP (società di persone);
Redditi SC (società di capitali);
Redditi ENC (enti non commerciali ed equiparati);
Modello CNM (Consolidato Nazionale e Mondiale).

Tax day anche per la dichiarazione Irap, Lipe e per l’imposta di bollo

Nel tax day del 30 novembre i contribuenti devono tenere a mente anche la presentazione della dichiarazione Irap riferita al 2023. È necessario, inoltre, presentare le comunicazioni Lipe relative al terzo trimestre 2023: questo adempimento è sostanzialmente un modello di comunicazione Iva, al cui interno sono contenute i dati contabili relativi alle liquidazioni periodiche dell’Iva, mensili o trimestrali.

Sempre entro il 30 novembre è necessario versare l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche del terzo trimestre. Devono essere versate anche quelle del primo e del secondo trimestre, nel caso in cui gli importi siano inferiori a 5.000 euro. Il Decreto n. 75/2022, conosciuto anche come Decreto Semplificazioni, ha previsto che sia possibile rinviare i versamenti dovuti in via ordinaria entro il 31 maggio ed il 30 settembre. I contribuenti hanno quindi la possibilità di cumulare quanto dovuto entro la fine del mese di novembre.

Il versamento dell’acconto Irpef

I titolari di partita Iva con un fatturato superiore a 170.000 euro devono effettuare il pagamento del secondo o unico acconto Irpef. I contribuenti iva con un fatturato inferiore a 170.000 euro possono effettuare il versamento entro il 16 gennaio 2024: entro questa data deve essere effettuato il pagamento in un’unica soluzione o della prima rata. Ad introdurre questa misura è stato il Decreto Anticipi: ricordiamo, però, che il posticipo dei versamenti non vale per i contributi previdenziali ed assistenziali. E nemmeno per i premi assicurativi Inail.

Nel tax day c’è anche la rottamazione quater

All’interno del tax day del 30 novembre 2023 c’è anche la seconda rata della rottamazione quater. L’importo da versare è pari al 10% delle somme dovute complessivamente per la definizione agevolata. Ricordiamo che la normativa prevede una tolleranza di cinque giorni. Questo significa che, per non perdere i benefici dell’agevolazione, è necessario effettuare il versamento entro e non oltre il 5 dicembre 2023. Il tardivo od omesso versamento farà perdere i benefici riconosciuti dall’Agenzia delle Entrate.

Il tax day del 30 novembre, a questo punto, risulta essere di vitale importanza per i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater. Nel caso in cui i diretti interessati dovessero riscontrare delle difficoltà nel versare l’importo dovuto, possono rimodulare il piano di pagamento direttamente online escludendo alcuni carichi inclusi nell’istanza presentata all’Agenzia delle Entrate Riscossione, mediante il servizio online Conti Tu.

Nel tax day c’è anche la remissione in bonis

Una delle scadenze più importanti del tax day da tenere a mente è la remissione in bonis. La Maggioranza ed il governo ci hanno puntato parecchio, dando la possibilità ai contribuenti, che non avessero chiuso un accordo per la cessione dei crediti entro la fine del mese di marzo, di accedere alla remissione in bonis.

A questo punto, però, non sarà più possibile accedere ad altri rinvii e proroghe. Quanti non dovessero riuscire a sfruttare il tax day del 30 novembre per i vari bonus edilizi, avranno una sola alternativa: portarli in detrazione direttamente all’interno della dichiarazione dei redditi.

Sanatoria per le criptovalute

Altra scadenza da registrare nel tax day del 30 novembre è la sanatoria sulle criptovalute. Grazie a questa opportunità i contribuenti hanno la possibilità di regolarizzare gli asset virtuali detenuti al 31 dicembre 2021.

Questa operazione deve essere effettuata nel caso in cui non siano stati assolti gli obblighi di monitoraggio fiscali previsti dalla normativa vigente.

Le prossime scadenze

Ricordiamo che le scadenze fiscali del 2023 non terminano con il tax day del 30 novembre 2023. Il prossimo appuntamento è previsto per lunedì 18 dicembre 2023, quando sarà necessario passare alla cassa per il saldo Imu 2023: è il versamento della seconda rata (la prima doveva essere stata effettuata lo scorso mese di giugno).

Il 20 dicembre 2023, invece, è data da segnare per il ravvedimento speciale delle violazioni tributarie. A seguito della conversione in legge del Decreto Legge n. 132/2023 è stata ufficialmente confermata la possibilità di remissione dei termini per i contribuenti che non hanno versato quanto dovuto entro il 30 settembre 2023.

In sintesi

Il 30 novembre 2023 costituisce un vero e proprio tax day. Nell’arco di questa giornata si incrociano una serie di scadenze fiscali e adempimenti da assolvere. Tra i più importanti c’è sicuramente la remissione in bonis ed il pagamento della rata della rottamazione quater.

Sempre entro questa data devono essere pagati gli acconti Irpef. Obbligati a questo adempimento sono i contribuenti titolari di partita Iva con un reddito superiore a 170.000 euro.

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