Rottamazione quater, prorogata la scadenza delle prime due rate

È un periodo di grande tensione e continue trattative quello che il governo sta affrontando in queste ultime settimane del 2023. Mentre l’agenda della premier Giorgia Meloni continua ad essere occupata da una lunga serie di bilaterali e occasioni istituzionali (a partire dal Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre, passando per i saluti di Natale alle associazioni di categoria, fino alla kermesse annuale del suo partito ad Atreju), il suo ministro più competente in ambito finanziario ed economico – ossia Giancarlo Giorgetti – è impegnato nella complicata trattativa a Bruxelles per la riforma del Patto di stabilità, che condizionerà lo spazio di manovra dell’Italia e degli altri Paesi membri nei prossimi anni.

E così, nei palazzi romani della politica nostrana, i deputati e i senatori sentono di poter lavorare ai dettagli della legge di Bilancio con una certa leggerezza in più. Un sentimento tipico delle occasioni in cui i veri capi – quelli che possono sbattere i pugni sul tavolo e alzare la voce nel caso qualcuno si prenda troppe libertà – non sono presenti in loco. Non è un caso, dunque, che proprio in queste ore si siano intensificate le trattative tra le diverse forze che compongono la maggioranza di centrodestra, arrivando ad incassare il primo via libera del cosiddetto decreto Anticipi, da molti definito la “seconda gamba” su cui si poggia la Manovra 2024.

Il governo approva il decreto Anticipi: cambiano le scadenze della Rottamazione quater

Proprio in virtù del fitto confronto tra i parlamentari di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, sono molte e articolate le novità approvate in queste ore al Senato rispetto al testo originale del provvedimento. Nel pomeriggio di giovedì 7 dicembre, tra chi aveva la valigia pronta per il weekend dell’Immacolata e chi aveva gli occhi incollati allo schermo dello smartphone per seguire la prima al Teatro alla Scala di Milano, a Palazzo Madama i lavori sono proceduti a ritmo lento, quasi compassato. Eppure, prima di sera, il decreto Anticipi viene approvato in prima lettura con 87 voti favorevoli, 46 contrari e nessun astenuto.

È un primo passo molto importante affinché tutto proceda per il meglio e la legge di Bilancio venga approvata entro il prossimo 31 dicembre, senza il rischio di iniziare l’anno con il tanto temuto esercizio provvisorio (scenario che, invece, quest’anno vede clamorosamente protagonista la Germania governata da Olaf Scholz). Ora però le tempistiche delle prossime tre settimane saranno serratissime, con la Camera che avrà solo pochi giorni per esaminare il testo uscito dal Senato, in scadenza il prossimo lunedì 17 dicembre, finendo per svolgere un mero ruolo di passacarte.

Di conseguenza, il presidente Lorenzo Fontana – dopo un rapido confronto con il dirimpettaio Ignazio La Russa e un passaggio più approfondito con il preside Sergio Mattarella – ha già fissato un nuovo appuntamento in Aula per martedì 12 dicembre, quando ai deputati verrà chiesto di votare la fiducia al decreto Anticipi, così com’è uscito dall’altra camera. Ed è proprio qui che sta il fulcro della notizia, dato che sono state introdotte alcune modifiche sostanziali al decreto durante l’iter di approvazione delle scorse ore. Piccoli cambiamenti ma di grande impatto sulla vita quotidiana di milioni di cittadini.

Cosa cambia per cittadini e imprese con la proroga delle rate della Rottamazione quater

La novità più importante del decreto Anticipi dopo il percorso in Senato riguarda la mini-proroga per il versamento delle prime due rate della Rottamazione quater, lo strumento che l’esecutivo sta utilizzando da circa un anno per riscuotere una parte delle somme non versate (ma dovute) da contribuenti e imprese nelle casse dell’erario pubblico. Per tutti coloro che vi hanno aderito tramite l’Agenzia delle entrate, le prime due scadenze di pagamento erano fissate a ottobre e novembre.

Da regolamento, se non si è provveduto al saldo delle cifre pattuite, si decade dal beneficio fiscale, venendo estromessi dall’agevolazione e tornando alla situazione debitoria di partenza. Da qui in avanti, grazie all’intervento dei senatori di maggioranza sul testo del provvedimento, chi non ha pagato avrà tempo per recuperare fino al prossimo martedì 18 dicembre, versando insieme il totale complessivo delle prime due rate. In questo modo, anche per i contribuenti “in ritardo”, ci sarà la certezza di non venire esclusi dalla Rottamazione quater.

Giusto per contestualizzare, è bene ricordare che questa modalità di riscossione dei tributi destinati allo Stato risulta molto vantaggiosa per chi la utilizza. Se non altro perché – rispetto alla somma complessiva del debito maturato nei confronti dell’apparato pubblico – vengono stornati gli interessi maturati nel corso degli anni, riducendo di molto l’ammontare complessivo. E infatti, secondo quanto indicato dai numeri diffusi dall’Agenzia delle entrate e dal ministero dell’Economia, sono ben 3 milioni i lavoratori e gli imprenditori che hanno scelto questa strada per regolamentare la propria posizione.

Rottamazione quater e legge di Bilancio, cosa aspettarsi dopo l’approvazione del decreto Anticipi

Se tutto andrà come auspicano a Palazzo Chigi e in via XX Settembre, dopo l’approvazione del decreto Anticipi anche alla Camera, il viatico verso l’approvazione della Manovra 2024 non dovrebbe subire altri intoppi. Lo scenario rimane comunque assai complicato, con la prospettiva ormai acclarata che i deputati e i senatori debbano presentarsi a Roma anche nei giorni tra Santo Stefano e Capodanno per dare il via libera definito alla legge di Bilancio. Nessuno, infatti, vuole emulare il fine anno di Berlino, dove la maggioranza composta da Verdi, Socialisti e Liberali – già in picchiata nei sondaggi e negli indici di gradimento – dovrà giustificarsi davanti agli elettori e alle istituzioni europee per non aver saputo definire la spesa per il prossimo anno entro il 31 dicembre.

È soprattutto in virtù di questa preoccupazione che la presidente Giorgia Meloni (sia durante l’intervista in radio concessa a RTL 102.5, sia nell’ultimo colloquio avuto con Bruno Vespa nel salotto di Porta a Porta) ha ribadito alcuni punti chiave: la Manovra costa 28 miliardi di euro, nonostante si partisse da un deficit di 20 miliardi di euro ereditati dal Superbonus edilizio al 110% e da altri 13 miliardi di euro di interessi sul debito dovuti ai continui rialzi imposti dalla Banca centrale europea. Come dire: abbiamo fatto una fatica immane per trovare le risorse, ora non possiamo sbagliare nulla in fase di approvazione. Ancora pochi giorni e sapremo come andrà a finire.

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