Riforma Isee, le famiglie chiedono di togliere l’Assegno unico dal calcolo: cosa può cambiare

Il Governo è al lavoro per cambiare il calcolo dell’Isee, anche per rimediare al cortocircuito che vede l’Assegno unico far lievitare l’indicatore, escludendo le famiglie con redditi più bassi da altri aiuti e bonus. I viceministri dell’Economia e del Lavoro, Maurizio Leo e Teresa Bellucci, hanno incontrato a questo scopo il presidente del Forum delle associazioni familiari, Adriano Bordignon, per avviare un tavolo di lavoro interministeriale che avrà l’obiettivo di “esaminare e rivedere alcuni aspetti della disciplina che hanno un impatto negativo sulla vita delle famiglie”.

Il tavolo con le famiglie

Il confronto con le associazioni coinvolte durerà alcuni mesi, ma da tempo sul tavolo del Governo ci sono le proposte del Forum delle famiglie, dirette a estendere il perimetro dell’Isee a una platea più ampia di beneficiari.

I ministeri stanno studiando come allargare i paletti del calcolo dell’indicatore, così da coinvolgere più nuclei familiari tra i destinatari di misure come l’Assegno unico e l’Assegno di inclusione. Soluzione che incontrerebbe in linea di massima il favore delle opposizioni, con il coinvolgimento trasversale di Pd, Movimento 5 stelle, Azione, Italia Viva e Alleanza Sinistra/Verdi, seppure con le relative differenze.

Nel comunicare l’esito dell’incontro al Mef con i viceministri, il presidente del Forum Adriano Bordignon ha riportato come “in particolare si è convenuto sulla criticità dell’inverno demografico che il nostro Paese sta affrontando, sulla necessità di individuare risorse nuove da dedicare al rilancio natalistico e alla connessione delle azioni inerenti la riforma fiscale, Assegno Unico, riforma dell’Isee, in un’ottica di medio periodo”.

“Nel corso dell’incontro il focus – ha spiegato il rappresentante del mondo delle famiglie – si è concentrato sulla necessità impellente di una riforma dell’Isee che il Forum delle Associazioni Familiari richiede da molti anni segnalandone i numerosi limiti soprattutto in merito alle scale di equivalenza utilizzate, al pesante impatto della prima casa, all’utilizzo dei redditi netti anziché lordi, ma anche per molto altro” (qui il calendario 2024 dei pagamenti dell’Assegno unico).

“Non entrando nello specifico dei nodi emergenti – ha aggiunto – abbiamo raccolto con soddisfazione la disponibilità dei Viceministri ad affrontare questo nodo così importante per le famiglie e a istituire un tavolo di lavoro tecnico interministeriale sul tema specifico della riforma Isee”.

“I viceministri hanno chiesto la disponibilità del Forum a mettere a disposizione dell’istituendo tavolo tecnico, il dossier contenente le istanze delle famiglie italiane, validate dai tecnici dell’associazione, dove trovano spazio le criticità raccolte in campagne di ascolto e anche alcune possibili proposte”, ha concluso Bordignon.

Secondo la madrina dell’Assegno unico, la deputata di Azione Elena Bonetti, ex ministra della Famiglia dei governi Conte II e Draghi, “va rivisto e va riformato l’Isee, ma servono anche: i decreti attuativi del Family Act con la fiscalità agevolata per le famiglie, un rimborso per le spese scolastiche, un incentivo al lavoro femminile, una riforma dei congedi parentali”.

“Occorre infine – ha detto l’ex ministra – dedicare un capitolo importante ai giovani affinché possano sentirsi più sicuri e iniziare un progetto familiare il prima possibile” (qui le tabelle dell’Inps sull’Assegno unico con la rivalutazione del 2024).

La riforma dell’Isee

Nella riforma dell’Isee potrebbe essere valutata anche l’esclusione dal conteggio del valore della prima casa. mentre fuori dal calcolo dovrebbero finire quasi certamente i titoli di Stato fino a 50mila.

Una misura già prevista dalla legge di Bilancio, ma non entrata ancora in vigore perché, come spiegato dall’Inps a gennaio, “subordinata all’approvazione delle modifiche al regolamento sulla disciplina dell’Isee”. Adesso il Governo vorrebbe velocizzare i tempi anche in vista della nuova emissione del Btp Valore, di cui abbiamo parlato qui.

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