Proroga rottamazione quater, ultima chiamata per le cartelle: l’ipotesi del governo

Il governo sta ragionando sulla riapertura dei termini della rottamazione quater per chi si trovi a fare i conti con tasse non pagate. L’ipotesi allo studio è quella di riaprire i termini delle prime due rate, scadute il 31 ottobre e il 30 novembre. Tali rate avevano già ottenuto una mini-proroga al 18 dicembre. Il nuovo termine verrebbe spostato al 31 marzo 2024.

Rottamazione quater, proroga allo studio

Un eventuale emendamento al decreto Milleproroghe attualmente all’esame delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera comporterebbe lo sconto su sanzioni, interessi e aggio alla riscossione sulle cartelle sopra i 1.000 euro affidate all’agente tra il 2000 e il 30 giugno 2022, così come già avvenuto nell’ambito della rottamazione quater delle cartelle esattoriali.

Chi sono i decaduti

Il governo Meloni sta pensando di risolvere il problema dei cosiddetti “decaduti”, cioè quei contribuenti insolventi che in un primo momento avevano presentato domanda di adesione alla rottamazione, ma che poi per un motivo o per un altro non hanno rispettato le scadenze di pagamento. Per trasformare l’ipotesi in una misura occorre che il governo incassi il via libero preventivo della Ragioneria generale dello Stato.

Altre misure allo studio

Il governo sta anche valutando se estendere o meno il ravvedimento speciale al periodo d’imposta 2022. La misura consentirebbe di risolvere le pendenze con una sanzione ridotta a un diciottesimo del dovuto. Per aderire, qualora l’ipotesi dovesse prendere corpo, occorrerebbe presentare una dichiarazione correttiva e versare la prima rata entro fine marzo (o anche la rata unica a copertura dell’intero importo).

Chi preme di più sul punto sono Forza Italia e Lega, accompagnati da Italia Viva, che hanno presentato una serie di emendamenti identici. C’è poi sul tavolo l’idea, caldeggiata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, di concedere più tempo anche ai contribuenti residenti nelle zone alluvionate.
“Stiamo cercando di fare una riforma fiscale che instauri un rapporto di collaborazione con i cittadini”, ha spiegato Giorgetti.

Sono 3 milioni i contribuenti con pendenze con Fisco che hanno fatto domanda per la rottamazione quater. Secondo quanto detto dal viceministro all’Economia Maurizio Leo, durante l’audizione in commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, l’insieme di tasse e multe non pagate hanno raggiunto quota 1.185 miliardi di euro.

C’è poi da considerare che secondo una relazione tecnica dello stesso governo la misura volta a rottamare le cartelle esattoriali avrebbe fatto perdere alle casse pubbliche 1,3 miliardi di potenziali incassi, dal momento che parte dei debiti avrebbe potuto essere riscossa senza sconti.

Le casse pubbliche sono vuote e il governo è alla ricerca di coperture per i bonus promessi in Manovra. La proroga della rottamazione permetterebbe di avere liquidità immediata, a fronte di una perdita di incassi per il futuro.
L’ipotesi non piace affatto alle opposizioni, che lamentano l’allungamento dei termini dell’ennesimo condono che premia i furbi a danno degli onesti.

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