Lotta all’evasione “preventiva”: cos’è e cosa vuole fare il governo

Quella di giovedì 16 marzo è stata forse la giornata più intensa di questi primi mesi di governo da quando Giorgia Meloni si è insediata a Palazzo Chigi. Nel giro di poche ore una serie di notizie davvero molto importanti ha fatto capolino sulle prime pagine di giornali e agenzie, con un turbinio di commenti e reazioni che hanno visto protagoniste tanto le forze di maggioranza, quanto quelle di opposizione.

Mentre i mercati di tutto il mondo, fin dalle prime ore del mattino, erano alle prese con le contromisure da adottare per evitare il diffondersi del panico dopo il crollo della banca svizzera Credit Suisse, in Italia l’esecutivo si riuniva in Consiglio dei ministri nel primo pomeriggio per approvare tre riforme cardine che caratterizzeranno in maniera indelebile il prosieguo dei cinque anni di legislatura.

Ponte sullo stretto, autonomia differenziata e delega fiscale: l’accelerazione del governo

Nelle stesse ore in cui Christine Lagarde, a capo della BCE, annunciava l’aumento dei tassi di interesse al 3,5% (con una crescita prevista dello 0,5%), nel nostro Paese veniva dato il primo via libera alla riforma per l’autonomia differenziata, fortemente voluta dalla Lega tramite il ministro competente Roberto Calderoli (titolare del dicastero per gli Affari regionali). Un passaggio a cui, nel giro di pochi minuti, si è aggiunto l’ok alla costruzione del Ponte sullo stretto di Messina, con conseguente esultanza via social di Matteo Salvini, che da ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha subito rivendicato via social la paternità di una svolta “attesa da oltre 50 anni”.

Ma c’è di più. Il capitolo più atteso fra quelli trattati dalla maggioranza riguardava la delega fiscale: stiamo parlando della cornice entro cui il governo si muoverà da qui in avanti per portare a termine la “rivoluzione del fisco” annunciata a più riprese nel corso della campagna elettorale del 2022. Anche in fase di approvazione della Manovra, il ministro Giancarlo Giorgetti aveva sottolineato come le misure inserite nella legge di Bilancio fossero solo un piccolo antipasto (determinato dalla ristrettezza di risorse in quel momento) di un percorso ben più ampio. Ebbene, ora ne siamo a conoscenza.

Cosa cambia per gli evasori con la delega fiscale approvata dal governo

La volontà della maggioranza è quella di estendere la flat tax per tutti i cittadini entro il 2027, coinvolgendo sia i lavoratori autonomi che quelli dipendenti, con l’aggiunta dei pensionati. L’introduzione di un’unica aliquota di prelievo sull’imponibile delle persone fisiche (la cosiddetta Irpef) sarà preceduta da una fase transitoria, in cui le attuali 4 fasce di ripartizione dei contribuenti verranno portate a 3. Una mano di aiuto verrà tesa anche alle imprese, con l’ipotesi di giungere quanto prima all’introduzione del concordato preventivo, tramite cui le aziende potranno individuare prima con l’Agenzia delle entrate quanto andranno a versare nei successivi due anni.

Quest’ultima scelta in particolare va nella direzione di un cambio drastico di paradigma sul versante della lotta all’evasione fiscale. “La nostra battaglia per recuperare il valore sommerso avrà carattere preventivo e non più sanzionatorio” ha specificato il viceministro Maurizio Leo, che ha parlato anche del concetto di “evasione di necessità“: verranno eliminate le sanzioni penali per gli omessi versamenti quando emerge “l’impossibilità di fare fronte al pagamento del tributo”.

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