Il Superbonus nel 2023 ha sforato le stime di 20 miliardi, le novità del 2024

La proroga del Superbonus in Manovra non c’è stata: l’azionista di maggioranza Fratelli d’Italia ha resistito alle pressioni di Forza Italia che chiedeva un’apertura anche solo per determinate categorie di beneficiari. Il motivo: come un buco nero, il Superbonus 110% ha risucchiato miliardi dalle casse pubbliche. E tremano i soggetti coinvolti, da una parte e dall’altra, nei circa 30mila cantieri ancora aperti.

Il costo del Superbonus 110% per lo Stato

“Ogni mese di Superbonus ci costa 4,5 miliardi di euro. Equivale a quanto abbiamo stanziato in aumento per la Sanità nel 2024. Quindi ogni mese di proroga si mangia esattamente lo stanziamento di un anno per la Sanità”, ha dichiarato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti parlando con i giornalisti a margine del voto al Senato sulla legge di Bilancio.

4,5 miliardi al mese moltiplicato per 12 mesi sono 56 miliardi. A tanto ammonta il costo del Superbonus 110% nel 2023. Si tratta di 20 miliardi oltre le stime. Il Superbonus costringe dunque il governo a un bagno di realtà: il deficit del 2023 sarà quasi certamente più alto rispetto a quel 5,3% messo nero su bianco nei programmi del governo Meloni.

Superbonus 2024 al 70% solo per i condomini

Con la mancata proroga del bonus edilizio si andrà verso un’agevolazione ridotta nell’anno nuovo: il Superbonus 2024 calerà al 70% per i condomini. Questo costringerebbe i committenti a pagare di tasca propria il restante 30% dei lavori, pena la perdita dell’intera agevolazione. I condomini potranno accedere alla misura sotto forma di ecobonus con una spesa massima di 40mila euro. Dal 2025 il Superbonus calerà ulteriormente al 65%. Ma va peggio ai proprietari di villette: per loro la misura terminerà con la fine del 2023.

Proroga al Superbonus nel 2024: le idee sul tavolo

Ma, forse, i giochi non sono ancora chiusi. “Aspettiamo e vediamo”, dice Giorgetti. Sì, perché giovedì 28 dicembre è in programma l’ultimo Consiglio dei ministri del 2023, appuntamento che coincide con l’ultima chance per pensare a una conferma delle agevolazioni tramite un decreto Milleproroghe.

La prima opzione è quella proposta dal senatore Guido Liris di Fratelli d’Italia, che propone di consentire una rendicontazione straordinaria a fine anno di tutti i lavori non ancora completati per consentire che conservino la detrazione al 110%. Varare lo Stato di Avanzamento Lavori (Sal) straordinario con data al 31 dicembre permetterebbe di certificare la situazione del cantiere ottenendo così l’agevolazione del 110% sui lavori effettuati.

C’è poi l’idea di mantenere la detrazione al 70% sullo sconto in fattura, anche se il condominio non mette il 30% di differenza pagando tutta l’Iva sulla fattura.

Fra i vari rischi all’orizzonte che ne sono almeno due che parte della maggioranza punta a scongiurare: evitare che nel 2024 scattino migliaia di contenzioni per lavori non terminati e scongiurare che lo stop ai lavori impedisca il miglioramento di due classi energetiche facendo decadere la detrazione del 110% nel suo complesso.

Giorni fa Liris, considerando le “difficoltà” che potrebbe avere il decreto Milleproroghe, ha vagheggiato “l’ipotesi di un provvedimento ad hoc“.

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