Fringe benefit: nuove tabelle Aci su cui calcolare il valore delle auto

L’Agenzia delle Entrate ha reso note – a seguito del comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 22 dicembre 2023 – le tabelle Aci che devono essere utilizzate per calcolare i fringe benefit dei dipendenti che utilizzano le auto aziendali anche per uso privato.

È, infatti, necessario ricordare che nel caso in cui venga concessa in uso promiscuo un veicolo aziendale, questo viene considerato a tutti gli effetti un fringe benefit. Il reddito maturato deve, quindi, essere soggetto a tassazione, così come è stato previsto direttamente dall’articolo 51 del Tuir.

Auto aziendale: come quantificare i fringe benefit

Le auto aziendali rientrano tra i beni che il datore di lavoro può concedere ai propri dipendenti come fringe benefit. Per quantificare il valore economico di questo bene devono essere prese in considerazione le tabelle Aci. Queste ultime, a seguito dell’introduzione del comma 632 della Legge di Bilancio per il 2020, tengono conto di un’importante novità di politica ambientale.

Nel caso in cui i motocicli, i ciclomotori e gli autoveicoli di nuova immatricolazione siano concessi in uso promiscuo a partire dal 1° luglio 2020, la percentuale, che deve essere presa in considerazione, dell’importo che corrisponde alla percorrenza convenzionale (che risulta essere pari a 15.000 chilometri) deve essere quantificata come segue:

veicoli con emissioni non superiori a 60 grammi per chilometro (g/km di Co2): 25%;
per emissioni superiori a 60 g/km ma non a 160: 30%;
veicoli con emissioni da 160 a 190 g/km: 50%;
veicoli con valori di emissione di anidride carbonica superiori a 19: 60%.

Le tabelle messe a disposizione dall’Aci devono essere utilizzate anche per determinare il rimborso chilometrico che deve essere erogato la lavoratore, nel caso in cui si trovi nella situazione di dover utilizzare l’auto privata per svolgere la propria professione.

Auto aziendale: quali sono i tipi di godimento del dipendente

Le auto aziendali possono rientrare tra i fringe benefit erogati dai lavoratori ai propri dipendenti. Ma quali sono, in estrema sintesi, i vari tipi di godimento di questo bene? L’autovettura può essere concessa per i seguenti motivi:

per un uso esclusivamente aziendale: il lavoratore la potrà utilizzare solo nello svolgimento della propria attività professionale;
per un uso esclusivamente personale (del dipendente): la vettura, in questo caso, viene concessa al dipendente perché ne usufruisca per le proprie necessità o per quelle della famiglia;
per un uso promiscuo: in questo caso l’automobile viene utilizzata per le esigenze aziendali e per quelle private del lavoratore.

Le diverse tipologie di godimento del bene, ovviamente, determinano diversi aspetti di natura contrattuale, legale e fiscale. Ma soprattutto determinano dei costi differenti.

Nel caso in cui la vettura venga concessa per ragioni esclusivamente aziendale, costituisce, a tutti gli effetti, uno strumento di lavoro. Quando viene concessa per ragioni esclusivamente personali o promiscue, diventa un vero e proprio fringe benefit, che deve andare ad aggiungersi, per tutto il suo valore, alla retribuzione in denaro erogata periodicamente al dipendente.

Veicoli concessi in uso esclusivo del lavoratore

Nel caso in cui l’automobile venga concessa anche per uso personale, il valore:

risulta essere assoggettabile a contribuzione sulla base delle tariffe elaborate all’interno delle tariffe Aci;
se non è previsto diversamente dal contratto di lavoro, entra a far parte della base di computo delle voci indirette;
salvo diversa indicazione prevista dal CCNL, il valore dell’auto entra a far parte della retribuzione che serve a calcolare il TFR.

Veicoli assegnati in modo promiscuo

Quando, invece, i veicoli vengono concessi in uso promiscuo, beneficiano di un regime leggermente più favorevole rispetto a quello ordinario. La deducibilità delle spese, in questo caso, risulta essere pari al 70%. Questo limite si applica:

al costo di acquisto del veicolo, indipendentemente dal titolo di detenzione;
alle spese di impiego dello stesso, come ad esempio carburante, pedaggi ed assicurazione.

Perché l’azienda possa beneficiare di questi regimi di deducibilità, è necessario che vengano rispettate alcune condizioni:

la vettura deve rientrare nelle mansioni del dipendente e non deve essere occasionale;
per la maggior parte del periodo d’imposta la vettura deve essere assegnata dal datore di lavoro. L’assegnazione può essere discontinua ed è possibile cumulare i vari giorni di utilizzo effettuati dai vari dipendenti;
l’assegnazione deve essere documentata adeguatamente ed idoneamente. Può essere fatto, ad esempio, attraverso l’inserimento di una clausola all’interno del contratto di assunzione. O con un contratto di comodato o un accordo tra le parti.

Nel caso in cui il veicolo dovesse essere concesso in uso promiscuo, senza che venga effettuato un qualsiasi tipo di addebito – si viene a configurare in questo modo una messa a disposizione dell’automezzo a titolo gratuito – l’Iva può essere portata in detrazione al 40%. Mettere a disposizione senza oneri i veicoli ai dipendenti, non costituisce prestazione di servizio soggetta ad Iva.

Diversa è la situazione per la quale il veicolo venga concesso ad uso gratuito e il datore di lavoro provvederà a fatturare al dipendente un corrispettivo per l’uso privato, l’auto viene considerata esclusivamente nell’ambito dell’attività dell’impresa. È soggetta, a questo punto, alla regola della detraibilità integrale dell’Iva. Quando si viene a verificare questa situazione, la base imponibile della fattura deve essere pari al valore normale del servizio.

Aspetti fiscali per il lavoratore

Nel momento in cui al dipendente viene assegnata un’auto ad uso promiscuo, in capo allo stesso maturano dei compensi in natura, che devono essere esposti nel cedolino e assoggettati a tassazione e contribuzione.

Questi finge benefit vengono calcolati sulla base di una percorrenza convenzionale annua di 15.000 chilometri, sulla base dei costi chilometrici che si possono dedurre dalle tabelle Aci, rispettando le regole che abbiamo analizzato all’inizio dell’articolo.

In sintesi

L’Aci ha reso disponibili le nuove tabelle sulle quali calcolare il valore delle auto concesso in uso ai dipendenti. Su queste devono essere calcolati gli importi da mettere in evidenza in busta paga.

Ricordiamo che l’autovettura è un fringe benefit, ma dato il suo alto valore non rientra tra quelli esentasse.

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