Come funzionano il discarico e la rateazione lunga delle cartelle di cui ha parlato il viceministro Leo

Il Governo si prepara ad introdurre il discarico, ossia la possibilità di restituire all’ente impositore le cartelle esattoriali inesigibili. Il contribuente avrà la possibilità di avvalersi di questa possibilità dopo cinque anni: a questo punto l’ente impositore avrà la possibilità di effettuare nuove verifiche e decidere se mandare la richiesta di recupero del credito alla Agenzia delle Entrate Riscossione. Gli uffici preposti saranno tenuti a fornire le informazioni utili per l’estinzione del debito.

Grazie all’introduzione del discarico, sarà possibile concentrarsi unicamente sui crediti che risultano essere esigibili. Premettiamo che il nuovo istituto, per il momento, non è ancora operativo, ma ne ha parlato, nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero, Maurizio Leo, viceministro dell’Economia e delle Finanze. Ma entriamo nel dettaglio e cerchiamo di capire meglio come potrebbe funzionare dal cosiddetto discarico, che è strettamente collegato con la rateazione allargata delle cartelle esattoriali.

La rateazione delle cartelle esattoriali

Le cartelle esattoriali potranno essere saldate in 120 rate mensili, ossia in dieci anni. Lo ha annunciato direttamente Maurizio Leo, che nel corso della recente intervista rilasciata al quotidiano romano si è soffermato sulla riforma fiscale.

Gli argomenti affrontati sono stati parecchi: il viceministro, da un lato, ha sottolineato che, essendo già stata annunciata, la riforma fiscale è una delle priorità previste dal Governo. Anche perché costituiva una parte rilevante del programma grazie al quale la Maggioranza ha vinto le elezioni.

In questo momento sei decreti legislativi sono stati approvati e sono entrati ufficialmente in vigore. Il prossimo obiettivo è quello di presentare i decreti che coinvolgono direttamente la riscossione e le sanzioni. Leo ha ribadito l’importanza e l’urgenza di un intervento normativo urgente su questi due temi.

Il meccanismo della riscossione

Uno dei punti più importanti sui quali si andrà ad appoggiare la riforma fiscale riguarda il meccanismo della riscossione, che deve essere rivisto e ripensato completamente. Anche perché – dopo le varie sospensioni dovute alla pandemia, alla crisi e alle alluvioni – le cartelle esattoriali hanno ripreso il loro iter normale.

Uno degli obiettivi che si è prefissato il governo è quello di rendere la riscossione non solo più facile, ma anche molto più accessibile per quei soggetti che stanno attraversando delle difficoltà finanziarie. Sono casi in cui, per i soggetti in questione risulta difficile riuscire a saldare i debiti con l’Agenzia delle Entrate.

Al momento, secondo quanto fatto notare da Maurizio Leo, ammontano a 1.185 miliardi di euro le tasse che risultano non essere riscosse. È necessario, a questo punto, tentare di smaltire questi debiti. Ed è necessario farlo in maniera indolore per i contribuenti. L’obiettivo è quello di cercare di intervenire il prima possibile: si deve evitare che si formino nuovi debiti e deve essere permesso al soggetto che vuole collaborare con l’Agenzia delle Entrate di mettersi in regola.

Attualmente gli strumenti che risultano essere già a disposizione del Fisco e dei contribuenti sono:

concordato preventivo biennale;
adempimento collaborativo.

La riscossione in 120 rate

Nel tentativo di rendere il Fisco leggermente più amico e iniziare a costruire una maggiore fiducia tra amministrazione finanziaria e contribuenti, si vuole introdurre un modo concreto per venire incontro a quei contribuenti che stanno attraversando dei momenti difficili, economicamente parlando.

L’ipotesi è quella di rendere possibile l’estinzione dei debiti in 120 rate. L’obiettivo è far diventare questa pratica strutturale, ma introducendo alcune distinzioni. La rateazione lunga avrebbe il via libera per i contribuenti onesti, che si trovano in difficoltà a pagare con una dilazione più corta. L’Agenzia delle Entrate continuerà ad essere inflessibile con i furbetti, ossia con quanti non hanno intenzione di pagare le tasse o con quanti dilazionano le tasse solo per effettuare degli investimenti.

L’intenzione è di venire incontro al contribuente, quando ci si trova effettivamente davanti a soggetti che non possono pagare – spiega Maurizio Leo -. Il Fisco deve avere un volto umano, ma ovviamente anche essere inflessibile con chi fa il furbetto, senza fare sconti.

Per svolgere questi compiti la digitalizzazione sarà molto importante. Leo ha sottolineato che il fisco dovrà sfruttare al massimo la tecnologia esistente per gestire i rapporti con i contribuenti, senza mai diventare invasivo.

La novità: il discarico

Una delle possibilità che sono al vaglio è quella di introdurre il cosiddetto discarico. Questo particolare strumento costringerebbe l’Agenzia delle Entrate Riscossione, una volta che siano trascorsi cinque anni, a restituire le cartelle esattoriali che sono risultate inesigibili all’ente impositore. Quest’ultimo dovrà valutare se inoltrare nuove richieste di recupero all’agente di riscossione.

In questo modo la riscossione potrà essere ottimizzata e si concentra unicamente sui crediti che risultano essere esigibili. Non verranno sprecate energia e risorse per situazioni difficilmente risolvibili. In altre parole il fisco rinuncerà a quei crediti che ormai è diventato impossibile riscuotere. E che, nella maggior parte dei casi, diventano oggetto di un provvedimento di stralcio: costerebbe più riscuoterli che eliminarli.

Capitolo sanzioni

Sicuramente un capitolo molto importante è relativo alle sanzioni, che secondo Maurizio Leo sono sproporzionate. Ricordiamo che anche la Corte Costituzionale ha mosso alcuni rilievi su questo tema. Per quanto riguarda l’Iva, ad esempio, ci sono delle pene pecuniarie che vanno dal 120 al 140%.

L’intenzione è quella di arrivare ad un massimo del 60%. Maurizio Leo ha sottolineato di aver intenzione di “inasprire le sanzioni accessorie per chi veramente ha posto in essere un comportamento fraudolento nei confronti dello Stato”.

In sintesi

Nella riforma fiscale ci saranno due capitoli molto importanti: il discarico e la possibilità di rateizzare fino a 120 mesi il pagamento delle cartelle esattoriali.

Il discarico permette agli uffici tributari di risparmiare risorse e concentrarsi unicamente sui crediti realmente esigibili. In alcuni casi, cercare di riscuotere a tutti i costi delle tasse può diventare dispendioso, almeno dal punto di vista economico. Rinunciare a queste somme può essere la scelta più economica. Il discarico arriverebbe per le cartelle che hanno superato i cinque anni e per le quali, in altri casi, sarebbe arrivato un provvedimento di stralcio.

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