Certificazione unica 2024: invio entro il 18 marzo anche per i forfettari

Attraverso il Provvedimento n. 825/2024, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il Modello della Certificazione Unica 2024. Rese note anche le istruzioni per la sua compilazione e la deadline entro la quale deve essere consegnato ai recipienti: il 18 marzo 2024. Il termine consueto – ossia il 16 marzo – capita di sabato, quindi è slittato di due giorni.

Dal Modello della Certificazione Unica 2024 si intravede come è costituito il documento, che avrà il consueto frontespizio per la trasmissione del trattamento. La CU 2024 dovrà contenere i dati anagrafici del soggetto obbligato alla comunicazione delle certificazioni e del soggetto che si è preso l’incarico per effettuare la comunicazione. Vi sarà, inoltre, il Quadro CT, nel quale dovranno essere indicati – solo e soltanto nei casi previsti – la sede telematica presso la quale saranno inviati il flusso che contiene i risultati finali delle Dichiarazioni 730, ossia il Modello 730-4 ed il Modello 730-4 integrativo.

Certificazione Unica 2024: approvati i modelli

L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento n. 825/2024, ha approvato il Modello della Certificazione Unica 2024. Sono state contestualmente approvate le istruzioni per la sua compilazione ed è stata definita la deadline per la consegna ai lavoratori: il 18 marzo 2024.

Il termine ultimo per la consegna slitta, invece, al 31 ottobre 2024 per le certificazioni uniche al cui interno siano contenuti esclusivamente dei redditi esenti o non dichiarabili attraverso la dichiarazione dei redditi precompilata. In questo caso è possibile effettuare l’invio telematico entro i termini di presentazione del Modello 770, ossia della dichiarazione dei sostituti d’imposta. Che è appunto il 31 ottobre 2024.

Le novità del 2024

La certificazione unica 2024 presenta alcune importanti novità. Tra queste segnaliamo:

per i lavoratori dipendenti del settore turistico è stata introdotta la tassazione agevolata;
è stato riorganizzato il lavoro sportivo dilettantistico e professionistico;
la soglia dei fringe benefit dei lavoratori con figli a carico è stata innalzata a 3.000 euro;
è stato introdotto il trattamento integrativo speciale che viene erogato nei confronti dei lavoratori del settore turistico, ricettivo e termale;
viene rideterminata la riduzione Irpef che spetta ai lavoratori che fanno parte del comparto sicurezza e difesa.

Certificazione unica e familiari a carico

Capitolo importante sul quale è necessario soffermarsi è quello relativo ai familiari a carico. Attraverso la Risoluzione n. 55/2023, l’Agenzia delle Entrate ha confermato che la sezione deve essere compilata, anche quando ci sono dei figli per i quali viene riconosciuto l’Assegno Unico e non le relative detrazioni.

È necessario indicare i dati anche quando non ci sono le condizioni per poter usufruire delle detrazioni per familiari a carico previste dall’articolo 12 del Tuir. O per le spese sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico previste dall’articolo che abbiamo appena citato. Nel caso in cui in famiglia siano presenti dei figli disabili con un’età pari o superiore a 21 anni, le detrazioni fiscali risultano essere cumulabili con l’eventuale assegno unico universale percepito.

Regime forfettario

Per contribuenti che hanno aderito al regime forfettario o a quello di vantaggio, è stato abolito l’obbligo di inviare la certificazione unica. Ad introdurre questa novità è stato il Decreto per la semplificazione degli adempimenti tributari, che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 12 gennaio 2024.

Attenzione, però, l’eliminazione di questo obbligo parte dall’anno d’imposta 2024. Questo significa, in altre parole, che i contribuenti per i quali si applica il regime forfetario devono ricevere la certificazione unica relativa ai compensi percepiti nel corso del 2023. L’obbligo decade unicamente per quelli che vengono corrisposti nel corso del 2024.

I sostituti d’imposta, in altre parole, saranno tenuti a rilasciare la certificazione unica entro il 18 marzo 2024, che è relativa alle somme percepite dai forfettari e dai minimi nel 2023. Quella in scadenza il prossimo anno – il 16 marzo 2025 – che si riferisce ai compensi del 2024 non dovrà essere inviata.

Stando a quanto viene indicato all’interno della relazione tecnica che è stata elaborata dagli uffici del Governo, questo obbligo viene a decadere perché i dati relativi ai compensi dei forfettari e dei minimi vengono resi disponibili all’interno degli archivi dell’Agenzia delle Entrate. Questo avviene grazie all’estensione dell’obbligo della fatturazione elettronica, che ha coinvolto tutti questi soggetti, indipendentemente dal loro fatturato.

Riusciranno a beneficiare di questa particolare semplificazione un’ampia platea di sostituti d’imposta, dato che, almeno dal punto di vista quantitativo, sono almeno 1,8 milioni i soggetti che hanno aderito ai regimi agevolati.

Certificazione unica e regimi agevolati

In questa sede è bene ricordare che il regime forfettario prevede l’applicazione di un’unica imposta sostitutiva rispetto a quelle che sono previste ordinariamente:

imposte sui redditi;
addizionali regionali e comunali;
Irap.

L’imposta unica si applica nella misura del 15%, mentre il reddito imponibile viene determinato applicando all’ammontare dei compensi percepiti un particolare coefficiente di redditività che, ad esempio, per i professionisti è pari al 78%. Nel corso dei primi cinque anni di attività l’imposta sostitutiva è pari solo e soltanto al 5%: devono, però, essere rispettati alcuni requisiti di legge.

Il regime di vantaggio era riservato ai giovani imprenditori, ai disoccupati ed ai lavoratori in mobilità che esercitavano una nuova attività. In questo caso è prevista un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali pari al 5%. Non è più possibile accedere al regime di vantaggio dal 1° gennaio 2016, ma vi possono continuare a rimanere quanti vi hanno aderito fino al 31 dicembre 2015.

In sintesi

L’Agenzia delle Entrate ha approvato i nuovi modelli della Certificazione Unica 2024. La deadline per la consegna è il 18 marzo 2024.

I sostituti d’imposta devono fare attenzione ad una novità: da quest’anno non è più obbligatoria la CU per chi collaboratori che hanno aderito al regime forfettario. Questa regola vale, però, per i compensi erogati nel 2024, quindi salterà la certificazione unica 2025. Quella di quest’anno, che è legata ai compensi del 2023, deve essere regolarmente consegnata.

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