Carta acquisti Dedicata a te, arriva la nuova social card rafforzata: bonus da 460 euro per il 2024

La Carta Dedicata per la spesa sta per ritornare. Il governo si sta preparando per una nuova ricarica della carta, che probabilmente inizierà a distribuire 460 euro all’anno a partire da questa primavera o prima dell’estate, per coloro che hanno un Isee inferiore a 15.000 euro. Al momento, fonti del ministero dell’Agricoltura stanno esprimendo cautela riguardo al presunto meccanismo di ricarica da 80 euro ogni due mesi, opzione che sembra riguardare solo la vecchia Carta Acquisti. Attendiamo il decreto attuativo congiunto con i ministeri dell’Economia e delle Imprese per ottenere maggiori dettagli.

Le novità della Social Card

Questa nuova carta è sempre ritirabile presso le Poste, ma a differenza della Carta Dedicata a te, per cui si riceve una comunicazione dal Comune e poi si ritira presso l’ufficio postale, richiede un’apposita domanda. Inoltre, il valore è di 480 euro invece che 460 euro, e è destinato esclusivamente ai cittadini di età pari o superiore ai 65 anni e ai genitori di bambini di età inferiore ai tre anni, secondo specifici criteri Isee previsti per le diverse categorie. Esaminiamo più nel dettaglio cosa sappiamo sulla nuova Social card.

Tra 1,3 milioni di famiglie con un Isee inferiore a 15.000 euro, oltre 100.000 persone non sono riuscite a effettuare il primo acquisto entro il 15 settembre scorso, perdendo così il beneficio della Social Card. Tuttavia, grazie al varo di un decreto attuativo congiunto dei ministeri dell’Agricoltura, delle Imprese e dell’Economia e all’allocazione di 100 milioni di nuovi fondi, a partire dal 15 dicembre le Poste hanno ripreso a distribuire le card a queste persone, che sono state avvisate dai Comuni e hanno ricevuto 460 euro (380 euro più i 77 euro del bonus benzina introdotto a dicembre).

Queste persone hanno avuto la possibilità di effettuare il primo acquisto entro il 31 gennaio. Coloro che hanno ricevuto solo l’integrazione del bonus benzina potranno poi spendere il resto entro il 15 marzo. A maggio, eventuali fondi non spesi potranno essere utilizzati per ulteriori proroghe o aggiunti ai 600 milioni di euro stanziati per il 2024, garantendo così almeno altri 460 euro tra bonus spesa e bonus benzina.

I 77 euro aggiuntivi del bonus benzina possono essere spesi presso i distributori di carburante, ma anche per abbonamenti al trasporto pubblico locale (come previsto per il bonus trasporti) o per vari alimenti e bevande (la lista è stata fornita dal Masaf). È ora possibile che i nuovi 460 euro siano spendibili sia per la spesa che per il carburante e il trasporto pubblico locale, senza particolari limitazioni.

Chi è escluso

Per ottenere la Social Card, il requisito principale è avere un Isee inferiore a 15.000 euro, ma esistono altri criteri di assegnazione che possono escludere alcune categorie di cittadini, anche con un basso Isee. Di seguito sono elencati i beneficiari esclusi e i beni per i quali la Social Card non è applicabile:

Titolari dell’Assegno di inclusione (che sostituisce il vecchio reddito di cittadinanza).
Percettori di Naspi.
Coloro che ricevono l’indennità sociale di disoccupazione per i collaboratori Dis-Coll.
Individui che ricevono l’indennità di mobilità, fondi di solidarietà per l’integrazione del reddito e cassa integrazione guadagni (Cig).

I prodotti che si possono comprare

La card consente l’acquisto di una serie di prodotti alimentari definiti da una lista pubblicata dal ministero dell’Agricoltura e dell’Economia. Questa lista include 23 voci tra cui latte e derivati, uova, olio (di oliva e di semi), panetteria, pasticceria, biscotti, alimenti per la prima infanzia, ortaggi, conserve di pomodori, caffè, tè, camomilla, farina, pasta, altri cereali, zucchero, miele e pesce fresco.

Per utilizzare la carta, è necessario verificare che l’esercizio commerciale sia convenzionato. Inoltre, il negozio potrà applicare uno sconto del 15% sui propri prodotti. Tuttavia, ci sono alcuni prodotti che non possono essere acquistati con la Social Card, tra cui cibi in scatola, marmellate, farmaci e beni di prima necessità che non sono alimentari, come prodotti per l’igiene personale e detersivi.

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