Btp, libretti postali e altri prodotti garantiti dallo Stato fuori dall’Isee fino a 50mila euro

Btp fuori dall’Isee così come i libretti postali e i Buoni fruttiferi postali, che sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti, e altri prodotti finanziari sui quali c’è la garanzia dello Stato. La soglia massima pensata dal governo è di 50.000 euro. Lo scopo è quello di spingere gli italiani a togliere i soldi dai conti correnti e dai conti deposito delle banche per affidarli alle casse pubbliche.

Btp e libretti postali fuori dal calcolo Isee

Per i cittadini si aprirebbe un duplice vantaggio. Il primo è quello di poter abbattere l’Isee e quindi, eventualmente, di poter rientrare in alcuni dei bonus messi a disposizione del governo. Il secondo vantaggio sarebbe quello di spostare i propri risparmi su un prodotto garantito dallo Stato che spesso offre interessi maggiori rispetto alla liquidità custodita dalle banche.

Per il governo il vantaggio è rappresentato dalla possibilità di poter attingere a nuove risorse, vitali in un momento in cui le casse pubbliche sono vuote e si cercano le coperture per far fronte ai bonus e alle agevolazioni inseriti nella Legge di Bilancio.

La legge c’è, si attende l’attuazione

L’annuncio è stato fatto dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha risposto al question time in aula al Senato in merito al decreto di attuazione della disposizione della Legge di Bilancio sui Btp fuori dal calcolo Isee. “È già stato trasmesso dal ministero dell’Economia al ministero del Lavoro – ha spiegato Giorgetti – il quale ha concluso le attività istruttorie di competenza e trasmetterà a brevissimo, per il completamento del suo iter, al Consiglio di Stato per l’acquisizione del parere. Siamo assolutamente consapevoli dell’importanza di concludere l’iter e, con i tempi della burocrazia italiana, questo iter appare particolarmente veloce”.

La norma è in vigore dall’1 gennaio, ma in mancanza dello step attuativo l’Inps non può ancora aggiornare la modulistica sull’Isee.

Critiche alla misura

Le opposizioni attaccano l’impostazione del governo, sostenendo che una misura simile rappresenti soprattutto un vantaggio per il ceto medio, invece di essere di aiuto a chi ha effettivamente bisogno di bonus e detrazioni.

Btp e libretti postali convengono?

Acquistare Buoni del Tesoro Poliennali o Buoni fruttiferi postali, oppure spostare i risparmi su un libretto postale può essere conveniente, ma a patto di puntare al risparmio o al massimo a un modesto guadagno che va a tamponare gli effetti dell’inflazione. La condizione e quella di avere almeno un minimo di infarinatura economica.

I Btp e i Buoni fruttiferi postali sono consigliati a chi abbia liquidità da bloccare per un certo numero di anni.

Per quanto riguarda i libretti postali, i soldi possono essere custoditi per un numero indeterminato di anni e prelevati al bisogno, ma in questo caso senza interessi. Per far fruttare i propri risparmi occorre attivare alcune opzioni.

Simulazione su libretto postale

Con le offerte attuali, per far fruttare il proprio denaro con un libretto postale, occorre attivare l’opzione Supersmart che blocca la liquidità per circa 1 anno con interessi che vanno da un minimo del 2,5% lordo a un massimo del 3,5% (ma solo dietro determinate condizioni).

Su un ipotetico accantonamento di 50.000 euro (anche suddiviso in più micro-accantonamenti) il guadagno netto annuale al tasso minimo sarebbe di 910,07 euro.

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