Bonus montagna under 41, quali incentivi spettano a chi investe in zone montane

Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato il Ddl montagna che introduce una serie di bonus fiscali per chi scelga di investire nelle zone montane. Il provvedimento si avvia ora verso l’iter parlamentare che lo porterà alla conversione in legge.

Il Ddl montagna 2024

Il governo Meloni riconosce come obiettivo di interesse nazionale la cura e la crescita socio-economica delle zone montane e il Ddl montagna 2024 si inserisce in questo solco. L’obiettivo è quello di preservare e ripopolare aree che vanno spopolandosi. Ma anche quello di fare in modo che non venga meno la manutenzione dei boschi montani e del territorio in generale, reso sempre più fragile dal cambiamento climatico e dalla crescente incuria.

La valorizzazione su cui punta il Bonus montagna opera su più fronti: turismo, peculiarità culturali, ambiente e biodiversità. Per l’anno 2024 sono state stanziate risorse per 100 milioni di euro. Gli stanziamenti dovrebbero superare il miliardo entro il 2033. La bozza del Ddl montagna parte stilando l’elenco dei comuni montani. Il testo individua oltre 4.100 centri che sono interamente o parzialmente montani. Si tratta di quasi la metà di tutti i comuni italiani.

Bonus montagna under 41

Fra le misure disposte dal governo guidato da Giorgia Meloni, una riguarda i bonus per l’avvio di piccole e medie imprese. Gli incentivi sono rivolti ad aspiranti imprenditori fino al limite dei 40 anni di età compiuti. Il governo garantisce un credito di imposta utilizzabile per il periodo nel corso del quale è stata avviata l’attività e per i due periodi successivi. Questa misura assorbe un quinto delle risorse messe a disposizione per il Ddl montagna (cioè 20 milioni nel 2024).
Il credito d’imposta è pari alla differenza tra l’imposta calcolata applicando le aliquote ordinarie al reddito derivante dallo svolgimento dell’attività e l’imposta calcolata applicando al medesimo reddito l’aliquota del 15%.

Bonus casa 2024 in un comune montano

16 milioni di euro vengono poi messi a disposizione, sotto forma di credito di imposta sugli interessi passivi da far valere nella dichiarazione dei redditi, per chi acquista o ristruttura la prima casa in un comune montano. Anche in questo caso vige la regola di non avere ancora compiuto 41 anni d’età. Ma c’è anche un altro vincolo: il bonus si applica solo alle case diverse dalle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Registro nazionale dei terreni silenti

Il governo punta poi a eliminare i terreni abbandonati, che verranno censiti, così come le proprietà fondiarie frammentate. A promuovere il loro recupero ci penseranno Stato, Regioni ed enti locali. Presso il ministero dell’Agricoltura nascerà il Registro nazionale dei terreni silenti.
I comuni avranno poi la possibilità di affidare direttamente i lavori di manutenzione del territorio a contadini del luogo, consorzi e associazioni.

Contributi per la sostenibilità ambientale

Riceveranno contributi fiscali gli imprenditori agricoli e forestali che, in forma individuale associata, effettueranno  investimenti per aumentare la sostenibilità ambientale. Dal 2024 al 2026 lo Stato eroga un credito d’imposta pari al 10% degli investimenti effettuati, entro un tetto di spesa complessivo di 4 milioni di euro annui. Il bonus è cumulabile con altre agevolazioni.

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