Bonus colonnine elettriche 2024, via alle domande per imprese e professionisti: i requisiti

Riaperto lo sportello per fare richiesta del bonus colonnine elettriche. Fino alle 17 del 20 giugno 2024 imprese e professionisti possono chiedere l’incentivo per l’acquisto e l’installazione dei totem di ricarica dei veicoli sul portale di Invitalia, per una copertura del 40 per cento delle spese ammissibili, fino a un massimo complessivo di 375mila euro. La misura è finanziata dal Ministero dell’Ambiente con uno stanziamento di 87,5 milioni di euro.

Come funziona il bonus colonnine elettriche

Il bonus colonnine è valido fino a esaurimento delle risorse per le spese effettuate dopo il 4 novembre 2021 tramite fatturazione elettronica. Il contributo è destinato all’acquisto e ai lavori per la realizzazione di infrastrutture di ricarica, tra le quali l’installazione delle colonnine, gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie, gli impianti e i dispositivi per il monitoraggio (qui avevamo parlato del via alle domande del bonus colonnine 2024 per i privati).

Le colonnine oggetto di agevolazione devono essere nuove di fabbrica, con potenza nominale almeno pari a 7,4 kW, che garantiscano almeno 32 Ampere per ogni singola fase, sul territorio italiano e in aree nella piena disponibilità dei soggetti beneficiari, oltre a rispettare i requisiti di conformità previsti dalla legge.

Il contributo copre fino a un massimo del 10% la connessione alla rete elettrica e per la stessa percentuale le spese di progettazione, di sicurezza, collaudi e direzione dei lavori.

L’incentivo è corrisposto soltanto una volta per ogni beneficiario e non è cumulabile con altri contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche concesse per le stesse spese.

Sulla piattaforma dedicata, Invitalia elenca i limiti massimi del bonus, relativi all’installazione di infrastrutture di ricarica in corrente alternata di potenza da 7,4 kW a 22kW inclusi, che possono arrivare fino a un tetto di 2.500 euro per ogni wallbox con un solo punto di ricarica e fino a 8mila euro per le colonnine con due punti di ricarica.

Mentre per quanto riguarda le infrastrutture di ricarica in corrente continua, è previsto un tetto di 1000 euro/Kw fino a 50 Kw, di 50mila euro per ogni colonnina oltre i 50Kw e di 75mila euro oltre i 100 Kw.

A chi è rivolto

Il contributo è rivolto alle imprese che operano in Itala, di qualsiasi dimensione e settore, che rispecchino i seguenti criteri:

risultano attive e iscritte al Registro delle imprese;
non sono in situazione di difficoltà, così come definita dal regolamento di esenzione;
sono iscritte presso INPS o INAIL e hanno una posizione contributiva regolare, così come risultante dal documento unico di regolarità contributiva (DURC);
sono in regola con gli adempimenti fiscali;
non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente ai sensi della normativa vigente;
non hanno beneficiato di un importo complessivo di aiuti de minimis che, unitamente all’importo delle agevolazioni concesse a valere sulla presente misura, determini il superamento dei massimali previsti dal regolamento de minimis;
non hanno ricevuto né richiesto, per le spese oggetto del contributo previsto dalla presente misura, alcun altro contributo pubblico;
non sono destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
non hanno ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti sui quali pende un ordine di recupero, a seguito di una precedente decisione della Commissione europea che dichiara l’aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune;
sono in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni.

Tra i destinatari del bonus rientrano anche i professionisti in possesso di questi requisiti:

presentano un volume d’affari, nell’ultima dichiarazione IVA trasmessa all’Agenzia delle Entrate,  non inferiore al valore della infrastruttura di ricarica per la quale è richiesto il contributo previsto dalla presente misura. Per i professionisti che applicano il regime forfettario, il valore dell’infrastruttura di ricarica non può essere superiore a 20.000 euro;
non hanno ricevuto né successivamente hanno rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
sono in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni;
sono in regola con il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali;
sono in regola con gli adempimenti fiscali;
non hanno ricevuto né richiesto, per le spese oggetto del contributo previsto dal presente decreto, alcun altro contributo pubblico.

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