Assicurazioni auto in aumento: una stangata per gli italiani

La corsa al rialzo dei prezzi delle assicurazioni auto in Italia continua senza sosta, mettendo a dura prova il portafoglio degli automobilisti. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), il costo medio della polizza Responsabilità Civile (Rc) auto nel nostro Paese è salito del +10,5% negli ultimi 24 mesi. Una situazione che rappresenta una vera e propria stangata per chiunque debba rinnovare il proprio contratto assicurativo.

Prezzi folli per le assicurazioni auto

A gennaio di quest’anno, il costo medio di una polizza Rc auto si è attestato a 389 euro, contro i 352 euro registrati nello stesso periodo del 2022. Ciò significa che ogni assicurato ha dovuto sborsare circa 37 euro in più rispetto all’anno precedente. Questi dati sono stati elaborati dall’associazione Federcarrozzieri, che ha analizzato i prezzi sia a livello provinciale che internazionale.

In Italia, il problema si aggrava ulteriormente se si considerano le differenze provinciali. A gennaio di quest’anno, ben tre province hanno superato la soglia dei 500 euro a polizza: Napoli con una media di 560 euro, Prato con 553 euro e Caserta con 500 euro. Al contrario, Enna risulta essere la provincia più conveniente, con una tariffa annua di soli 287 euro.

Secondo un’indagine di Altroconsumo, nell’ultimo anno, il premio assicurativo medio per le automobili in Italia è aumentata di oltre il 27%, superando i 600 euro all’anno alla fine del 2023. Analizzando un totale di 516.401 preventivi, i risultati mostrano che l’aumento dei premi è stato uniforme in tutte le regioni del paese, con l’eccezione del Sud Italia. Le maggiori aumenti sono stati registrati nel Centro, con un incremento superiore al 30%, seguito dal Nord-Ovest, Nord-Est e Isole con percentuali tra il 27 e il 29%. La situazione al Sud è risultata meno grave, con una crescita del premio assicurativo medio inferiore al 22%.

Perché le assicurazioni costano così tanto?

Le cause di questi aumenti nei premi assicurativi sono molteplici. Sicuramente due dei parametri che hanno influito maggiormente sull’andamento dei premi assicurativi sono la frequenza degli incidenti, che è tornata ai livelli pre-pandemia, e – soprattutto – il costo dei sinistri. Una delle cause alla base dell’aumento del costo dei sinistri è la crescita dell’inflazione, che impatta su tutti i costi sostenuti dalle compagnie assicurative, dalla manodopera ai pezzi di ricambio. Inoltre, un ruolo significativo è giocato dalla carenza di approvvigionamento dei microchip destinati al settore automotive, un problema che, sebbene in fase di miglioramento, non è ancora stato del tutto risolto. Con l’avanzare della tecnologia, le auto sono sempre più sofisticate, e i costi e i tempi per la riparazione sono aumentati di conseguenza, contribuendo ad un ulteriore incremento dei prezzi delle assicurazioni auto.

Secondo Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri, questo incremento dei prezzi è in parte dovuto ai rincari dei pezzi di ricambio per le auto. I tempi delle riparazioni si sono allungati a causa dei problemi logistici seguiti alla guerra tra Russia e Ucraina, portando ad un aumento dei costi e delle fatture pagate dalle compagnie assicurative per i sinistri stradali. Tale aumento viene poi ribaltato direttamente sugli automobilisti.

Ma non è tutto. Le compagnie assicurative, denunciano i carrozzieri, stanno adottando politiche di canalizzazione forzata della riparazione che danneggiano gli assicurati. Questo include la scelta di utilizzare società broker delle riparazioni, che agiscono come intermediari tra la compagnia assicurativa e il riparatore, aumentando i costi e allungando i tempi delle riparazioni. Tutto ciò si riflette negativamente sulle tariffe dell’Rc auto, che finiscono per essere pagate dagli automobilisti.

 

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