Assegno unico, il calendario 2024 con le date dei pagamenti

Un assegno unico più ricco e accreditato in automatico, senza bisogno di inviare nuovamente la richiesta, ma attenzione a non dimenticare la nuova Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu). L’Inps ha diffuso il calendario con le date del 2024 per i pagamenti della misura destinata alle famiglie con figli a carico, ricordando le istruzioni necessarie ad accedere al sussidio.

I numeri sull’assegno unico

In forza della rivalutazione all’inflazione applicata dalla Legge di Bilancio 2023, l’assegno unico e universale quest’anno sarà più ricco del 5,4%, grazie all’incremento degli stanziamenti, passati da 457,9 milioni a 525,7 milioni.

In attesa di conoscere la nuova rivalutazione, per effetto dell’adeguamento al carovita dell’anno scorso il valore del contributo è cresciuto da 175 euro a 189,2 euro, per le famiglie con Isee fino a 16.215 euro e da 50 a 54 euro mensili per chi ha un Isee superiore a 44mila euro circa.

A novembre 2023, secondo i dati dell’Osservatorio statistico sull’assegno unico e universale di novembre, nei primi dieci mesi dell’anno appena concluso sono state 6.363.270 i nuclei familiari che hanno ricevuto il sussidio, per complessivi 9.913.476 figli.

A ottobre 2023, l’importo medio per figlio, comprensivo delle maggiorazioni applicabili, andava da circa 54 euro, per chi non ha presentato l’Isee o ha superato la soglia massima (che per il 2023 è stata pari a 43.240 euro), a 214 euro per la classe di Isee minima (16.215 euro per il 2023) (qui avevamo parlato dell’assegno unico messo a rischio dalla procedura d’infrazione aperta dall’Ue nei confronti dell’Italia).

Il calendario

Nella nota pubblicata il 2 gennaio, l’Inps ha ricordato che le domande per l’assegno unico già presentate valgono anche per il 2024 e che non è necessario inviare una nuova richiesta, a meno di eventuali modifiche, come la nascita di un figlio, o nel caso in cui la pratica sia decaduta, revocata, rinunciata o respinta.

L’Istituto di previdenza ha però sottolineato che ai fini della determinazione dell’importo della prestazione, è necessario presentare invece la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata al 2024: in assenza di Isee, la cifra sarà infatti calcolata dal mese di marzo 2024 con riferimento agli importi minimi previsti dalla normativa (qui i requisiti sulla Certificazione unica per non perdere l’assegno unico).

Se la Dsu viene presentata entro il 30 giugno 2024, gli importi eventualmente già erogati saranno adeguati da marzo con l’integrazione degli arretrati.

Per quanto riguarda le mensilità dell’assegno unico nei primi sei mesi del 2024, l’Inps conferma il calendario in vigore in assenza di variazioni:

17, 18, 19 gennaio;
16, 19, 20 febbraio;
18, 19, 20 marzo;
17, 18, 19 aprile;
15, 16, 17 maggio;
17, 18, 19 giugno.

Il pagamento della prima rata avverrà di norma nell’ultima settimana del mese successivo alla domanda, con l’accredito dell’importo delle rate spettanti in caso di conguaglio, sia a credito sia a debito.

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