Assegno di inclusione, per averlo i titoli di Stato vanno conteggiati nell’Isee 2024

I Titoli di Stato entrano nel calcolo dell’Isee 2024. A differenza di quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2024, per poter accedere all’assegno di inclusione e al supporto per la formazione e il lavoro è necessario includere anche questo tipo di investimenti nella DSU. Sostanzialmente siamo davanti ad una vera e propria eccezione: ricordiamo, infatti, che la Legge n. 213 del 30 dicembre 2023 ha escluso dai calcoli Isee i Titoli di Stato, i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio.

Questo, in estrema sintesi, è quanto emerge dal Decreto Legge Pnrr, che è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 26 febbraio 2024. Lo scopo di questa novità, che deluderà quanti stanno percependo l’assegno di inclusione o il supporto per la formazione e il lavoro, è una finalità antielusiva. le due misure, infatti, sono state pensate per andare incontro ai soggetti più vulnerabili e che stanno attraversando un periodo di difficoltà economica.

Isee 2024: quando vanno conteggiati i Titoli di Stato

Il Decreto Legge Pnrr ha introdotto alcune disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Oltre a fare il punto su alcuni argomenti strettamente connessi con la salute e la sicurezza sul posto di lavoro, ha previsto alcune importanti novità per quanto riguarda il calcolo dell’Isee 2024. Di particolare importanza risultano essere le misure che coinvolgono i beneficiari dell’assegno di inclusione e del supporto per la formazione e il lavoro.

Entrando un po’ di più nello specifico, nella bozza del testo che sta circolando nel corso di queste ore è previsto che per il calcolo dell’Isee 2024 debbano essere considerati anche i Titoli di Stato. Questa regola si va ad applicare alle nuove prestazioni che sono connesse all’inclusione sociale.

Cosa prevede la Legge di Bilancio 2024

È bene sottolineare che la Legge di Bilancio 2024 ha introdotto un’importante modifica proprio in relazione all’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, che coinvolge i dati patrimoniali. La norma, sostanzialmente, ha escluso dai calcoli Isee i Titoli di Stato e i prodotti finanziari con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato fino ad un ammontare pari a 50.000 euro. Esserne in possesso, almeno per il 2024, non comporterebbe alcuna differenza nella determinazione della situazione patrimoniale dei diretti interessati.

Quella introdotta dalla Legge di Bilancio 2024, sostanzialmente, risulta essere una manovra con un forte impatto per determinare la possibilità o meno di accedere a determinati bonus o agevolazioni. Al momento, comunque vada, continua a mancare il decreto attuativo con i dettagli e le istruzioni previste. I diretti interessati dovranno, poi, procedere con l’aggiornamento della DSU che è stata presentata a partire dallo scorso 1° gennaio 2024.

La novità introdotta attraverso il Decreto Legge PNRR va ad impattare unicamente sui soggetti che stanno percependo l’assegno di inclusione e il supporto per la formazione e il lavoro. In questo caso, per accedere alle due misure, è necessario prendere in considerazione anche i Titoli di Stato ai fini Isee.

Assegno di inclusione: quali sono i limiti Isee

Il Decreto Legge Pnrr ha introdotto una misura con delle spiccate ed evidenti finalità antielusive. La motivazione, che ha spinto ad introdurre questo provvedimento, è quella di permettere alle categorie più vulnerabili e in situazione di difficoltà economica di accedere alle due misure. Soggetti che, proprio per la loro particolarità, costituiscono dei potenziali beneficiari dell’assegno di inclusione o del supporto per la formazione e lavoro.

Ricordiamo che l’AdI è stato pensato per fornire un supporto economico a quei nuclei familiari al cui interno ci siano almeno un:

minore;
una persona con disabilità;
un soggetto con più di 60 anni;
un soggetto in condizioni svantaggiate.

Uno dei requisiti per poter accedere all’assegno di inclusione è essere in possesso di un valore relativo all’Isee inferiore a 9.360 euro.

Discorso diverso, invece, è quello relativo al supporto per la formazione e il lavoro. In questo caso il contributo viene erogato per la partecipazione a progetti di formazione e di accompagnamento al lavoro e spetta alle persone che abbiano un’età compresa tra i 18 ed i 59 anni. I potenziali beneficiari devono essere in possesso di alcuni requisiti che sono elencati all’interno dell’articolo articolo 2, comma 2 (ad esclusione della lettera b)) del Decreto Legge n. 48/2023. Anche per accedere a questa misura è necessario rispettare un ben determinato requisito Isee, il cui valore deve essere necessariamente inferiore a 6.000 euro.

In altre parole per poter accedere a queste due misure è necessario rispettare i limiti che sono stati indicati dalla normativa, conteggiando anche eventuali Titoli di Stato, Buoni Fruttiferi Postali e Libretti di Risparmio Postale.

Isee e Titoli di Stato: ulteriori chiarimenti

È bene sottolineare che quanto previsto per l’assegno di inclusione non va ad impattare, almeno in teoria, su quanto previsto dall’articolo 1, della Legge n. 213/2023, che ha sostanzialmente escluso i Titoli di Stato dal calcolo dell’Isee, rendendone la proprietà ininfluente per determinarne il valore.

La misura, sostanzialmente, permette alle famiglie di effettuare questo tipo di investimento, senza andare a variare l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, sul quale viene determinata l’accesso ad alcune prestazioni di welfare.

In questo momento, però, la misura non risulta ancora applicabile, perché si è in attesa di un ulteriore passaggio normativo. Perché la misura possa essere applicata è necessario che intervenga una modifica del regolamento Isee (DPCM n. 159 del 2013). A comunicarlo era stato direttamente l’Inps attraverso un messaggio datato 12 gennaio 2024, chiarendo i dubbi dei Caf e dei contribuenti.

In sintesi

Volendo sintetizzare al massimo, i Titoli di Stato vengono considerati nel conteggio Isee quando deve essere richiesto l’assegno di inclusione o il supporto per la formazione e il lavoro.

Rimarranno esclusi, non appena sarà pronto il decreto attuativo, nel momento in cui si vanno a chiedere le agevolazioni fiscali o i vari bonus previsti dalla normativa.

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